Perché ora il “no” della Cgil sui contratti preoccupa governo e imprese

Lo scenario che si apre dopo la firma separata sulla riforma dei contratti è piuttosto inedito nella storia delle relazioni sindacali italiane: è molto probabile che dalla concertazione si finisca per passare alla concorrenza tra Cgil, Cisl e Uil, rendendo di fatto impervia l’applicazione di nuove regole.
29 GEN 09
Ultimo aggiornamento: 21:28 | 8 AGO 20
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Il modello che la Cgil intende prendere a riferimento non sarà il vecchio accordo del 1993, ormai cancellato dalla riforma, ma piuttosto il documento unitario firmato nel maggio scorso con Cisl e Uil, poi accantonato da queste ultime a favore dell’intesa con Confindustria e governo. L’obiettivo più ambizioso è quello di studiare “altre proposte innovative per la contrattazione’’. Detto così può apparire puro sindacalese. Tradotto in concreto significa che per le imprese potrebbe presto aprirsi una stagione infernale, in cui sarebbero costrette a trattare ogni volta su più tavoli: da una parte Cisl e Uil, dall’altra la Cgil. Del resto è esattamente quello che già sta avvenendo per il rinnovo del contratto delle telecomunicazioni, per il quale Cgil e Uil hanno presentato due piattaforme distinte, mentre si attende a giorni la terza, firmata Cisl. Seguiranno, come prossimi terreni di sfida, a brevissima scadenza, i rinnovi contrattuali del comparto alimentare e di quello elettrico, settori in cui la Cgil ha la maggioranza di iscritti.
Ma il momento clou, spiegano a Corso Italia, arriverà nel 2010, quando si dovrà rinnovare il grosso dei contratti.
La crisi economica sarà probabilmente superata e i lavoratori, usciti da un difficile periodo di vacche magrissime, punteranno a recuperare qualcosa. In quel caso le piattaforme ricche della Cgil potrebbero risultare più appetibili di quelle scaturite dalle nuove norme. Questo, ovviamente, è il punto di vista della confederazione. Cisl, Uil e Confindustria, così come il governo, sostengono che, al contrario, proprio la riforma consentirà di avere buste paga più consistenti. Ma, a proposito del giudizio della base, anche su questo punto la Cgil è pronta a scavalcare il niet di Cisl e Uil nei confronti della richiesta di un referendum sulla riforma. Già venerdì sera il direttivo varerà un calendario di assemblee in tutt’Italia, nel corso delle quali i lavoratori verranno chiamati a esprimersi su due proposte: la riforma firmata Cisl e Uil da un lato, il pacchetto di proposte Cgil dall’altro. Poi si tireranno le somme.